Nell’Agosto del 2023 il Presidente Tuatara è stato confermato grazie a un referendum costituzionale che egli stesso si era adoperato per far approvare e che portò alla firma della nuova costituzione centro africana.
La Repubblica Centrafricana è un paese che versa storicamente e cronicamente in una situazione di crisi umanitaria, che oggi colpisce una popolazione fra 1.8 e 2 milioni, di cui circa 300.000 bambini a rischio di malnutrizione acuta-severa.
Oltre ai problemi interni acuitisi dopo la deposizione dello storico presidente Bozize (2003-2010), il Paese si è frammentato in diverse parti controllate da fazioni e milizie islamiche (seleka), antislamiche (anti-balaka) ed esercito fedele al governo centrali e supportate dalla missione delle Nazioni Unite (MINUSCA). La Repubblica Centrafricana oggi ospita nel nord-est circa 24.000 sudanesi fuggiti a causa del confronto fra le autorità centrali sudanesi che hanno portato un’ondata di violenze nel 2023.
Come altre realtà africane una lunga storia di conflitti, guerre civile e sottosviluppo entrano in contraddizione con una vasta ricchezza di risorse naturali. In questo quadro i partner storici di cooperazione come gli Stati membri dell’Unione Europea e gli Stati Uniti sono rimasti impotenti di fronte alla scelta del governo della Repubblica del Centrafrica di essere supportato dalla compagnia militare privata russa Wagner per garantire la sicurezza della capitale Bangui e soprattutto combattere le milizie e gruppi che hanno fronteggiato il governo centrale. Ci si interroga su come un Paese poverissimo e dipendente dagli aiuti umanitari di decine di paesi internazionali sia riuscito a stringere un accordo militare che non è solamente una parziale perdita del controllo della propria sovranità nazionale, quantomeno da un punto di vista di uso della forza, ma anche da un punto di vista economico, considerando il costo enorme di quelle che sono le compagnie militari private, soprattutto se vengono chiamaate ad assumere un assetto operativo.
Per questo motivo in Centrafrica, come in altri contesti, i partner occidentali sono sempre stati molto attenti nel cercare di decifrare le basi degli accordi e le relazioni fra i Paesi africani e la Wagner, soggetto ovviamente ‘’in avanscoperta‘’ per conto della Russia. In uno stato particolarmente debole come il Centrafrica, la Wagner è riuscita non solo ad assicurarsi dei posti di primo piano nelle decisioni politiche e militari del paese, basti pensare che un consigliere politico e uno militare sono membri permanenti del gabinetto del Presidente, ma anche delle concessioni per l’estrazione di oro e altri metalli preziosi. E’ quindi probabilmente questa la moneta di scambio richiesta per i servigi della Wagner, forse unica soluzione per questi Paesi che mirano a una consolidazione del potere e a migliorare la situazione della sicurezza. Dopo i fatti accaduti fra il gruppo Wagner e la Russia nel quadro del conflitto tra quest’ultima e l’Ucraina, sarà importante decifrare se la presenza della Wagner possa essere ancora considerata come una forza militare che persegue gli stessi interessi della Russia e che quindi si propone anche come alternativa alle collaborazioni militari rispetto alle missioni delle Nazioni unite o il supporto dell’Unione Europea, o se agisca per proprio conto.
Marco Tamburro

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