Climate Policy Uncertainty in the Business Cycle

Dott. Gianluca Vegas Acero ha conseguito la laurea magistrale in Economia presso la Sapienza – Università di Roma, dove ha completato gli studi con il massimo dei voti (110 e lode). Il suo background accademico è radicato nella macroeconomia teorica e applicata, con interessi di ricerca che spaziano dai cicli economici, alla politica monetaria e fiscale, all’economia ambientale e all’incertezza economica. La sua tesi di laurea magistrale, intitolata “Climate Policy Uncertainty in the Business Cycle”, esplora le implicazioni macroeconomiche delle politiche ambientali incerte e i loro effetti sul sistema economico. Attualmente sta perseguendo opportunità di ricerca e sta preparando per un dottorato di ricerca in Economia,

Questa tesi analizza le conseguenze macroeconomiche e ambientali dell'incertezza della politica climatica all'interno di un modello di ciclo economico. L'incertezza della politica climatica, modellata come uno shock alla volatilità di una tassa ambientale applicata sulla produzione inquinante, viene esaminata attraverso un modello di Real Business Cycle esteso per includere la componente ambientale (E-RBC). Il modello viene risolto attraverso un approssimazione del terzo ordine attorno allo stato stazionario stocastico, al fine di cogliere l'impatto dell'incertezza "pura" sulle decisioni degli individui nel sistema economico. I risultati mostrano che uno shock di incertezza climatica genera due principali effetti in un modello a prezzi perfettamente flessibili: (i) l'aumento dell'incertezza induce un comportamento precauzionale da parte delle famiglie, portanto ad un incremento del risparmio desiderato; e (ii) un effetto inquinante, che si traduce in un aumento delle emissioni di C02. Il modello risulta essere stabile rispetto a variazioni di alcuni parametri chiave.

Ippolito

Lo sviluppo normativo dell’equity crowdfunding in Italia

Dott.ssa Federica Ippolito

Laureata in Scienze dell’Economia aziendale con una tesi in Diritto dell’Economia, prosegue i suoi studi in Economia e Management aziendale presso l’Università di Roma – UnitelmaSapienza.

Appassionata di management e organizzazione aziendale a 360 gradi, ha recentemente vinto una borsa di studio per il Master Payroll Specialist, che le consentirà di ampliare le sue conoscenze in tema di gestione del personale e di metterle in pratica nel prossimo futuro.

Lo sviluppo normativo dell’equity crowdfunding in Italia L'Italia è stata il primo Paese in Europa a adottare una normativa specifica sull’equity crowdfunding nel 2012. Negli anni successivi, la disciplina ha subìto diverse modifiche, apportando significative variazioni alle sue caratteristiche e peculiarità. Sin dall’inizio, l'obiettivo principale è stato sviluppare un quadro normativo che avesse favorito il finanziamento delle piccole e medie imprese (PMI) anche attraverso fonti non bancarie. Infatti, l'equity crowdfunding è stata concepita come una forma di finanziamento alternativa, particolarmente utile per le imprese in fase di start-up o caratterizzate da un elevato rischio operativo, difficilmente finanziabili da banche tradizionali. Il Decreto-legge n. 3 del 24 gennaio 2015 e la Legge di Bilancio 2017 all’art. 1, comma 7 hanno esteso l'accesso al crowdfunding alle PMI innovative ed è stato concesso agli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) e alle società che investono principalmente in start-up/PMI innovative di effettuare collocamenti online dei propri capitali. È stata inoltre introdotta la possibilità di quotare le PMI costituite come società per azioni (S.p.A.) tramite portali di crowdfunding. Nonostante le sfide imposte dalla pandemia da Covid-19, il 2020 può essere oggi considerato come un anno propizio per gli investimenti alternativi che si sono sviluppati in seguito. La crisi sanitaria da Covid-19 è stata infatti come un catalizzatore nel motivare gli investitori ad esplorare forme di investimento non convenzionali. L'analisi condotta, sia a livello nazionale che europeo, a partire dal Decreto-legge n°179/2012 fino alle ultime novità predisposte dal Regolamento Consob del 2023 (22720/2023), evidenzia la volontà del legislatore di rendere il modello equity- based accessibile a tutte le imprese. Non si è fatta distinzione tra start-up e PMI innovative, ma il legislatore ha introdotto una normativa unitaria per entrambe le categorie. È stato proprio grazie ad un solido percorso legislativo, come è avvenuto in Italia, che l'equity crowdfunding ha potuto affermarsi anche in altre parti d’Europa. Di fatto, l’Europa e i singoli stati membri si stanno muovendo costantemente al fine di migliorare la sua regolamentazione e agevolarne il processo. Ogni Paese ha il compito di creare una normativa dedicata per favorire lo sviluppo di questo innovativo approccio di finanziamento, il quale solo di
recente è stato regolamentato e adeguatamente armonizzato anche a livello europeo. È quindi evidente la necessità di implementare e migliorare costantemente la regolamentazione specifica del crowdfunding affinché possa esserne promosso uno sviluppo costante, controllato e armonizzato in Italia e in Europa. Sebbene il processo di riforma normativa possa richiedere più tempo e risorse rispetto all'adattamento di regolamenti preesistenti, questo approccio garantirà una crescita sostenibile del fenomeno nel lungo termine.